Primavera da Febbraio: Perchè?

laura · 31 gennaio 2012


Autore: Laura Menoni  Alberto Malesani

Perché parlare di primavera dai primi di febbraio?

I cicli stagionali, come li conosciamo oggi in occidente, hanno perso l’aggancio con il reale ciclo energetico delle stagioni e quindi facciamo partire l’inverno dal solstizio, la primavera dall’equinozio e di nuovo l’estate inizia col solstizio e l’autunno parte dall’equinozio.

Energeticamente invece questi 4 momenti salienti non sono degli inizi ma dei picchi, cioè la massima espressione di un fenomeno. Vediamo quale:

rappresentiamo il tempo non più come una linea retta ma come dei cicli, delle onde

ognuno di noi ha fatto esperienza diretta dell’andamento di tipo ciclico del Tempo: il ciclo stagionale, quello lunare, il ciclo giornaliero, per esempio.. cioè dei fenomeni che periodicamente si ripresentano, come la luna piena o come… l’equinozio di primavera. In realtà quindi non parliamo semplicemente di un movimento ciclico , un singolo ciclo ma di molteplici, di lunghezza ed ampiezza diversi.

 

Semplificando possiamo esprimere un fenomeno temporale anzichè come una serie infinita di onde, come un cerchio, un cerchio molto speciale, cioè il Tao! disegnando sul tao e 4 stagioni…

abbiamo

l’inverno, molto freddo e buio con una prevalenza di yin

l’estate, molto caldo e luminoso, con una prevalenza di yang

l’autunno, come la fase dove il calore e la luce decrescono

la primavera, come la fase dove calore e luce crescono

quindi

la primavera è rappresentabile come quella parte del Tao, che identifica l’inizio manifesto dell’energia Yang: il suo culmine si trova naturalmente nel mezzo di questa fase (punto verde), cioè nel giorno di equinozio.

L’equinozio di primavera non rappresenta l’inizio della stagione ma il punto centrale. La primavera inizierà quindi 1,5 mesi prima, cioè agli inizi di Febbraio!

 

 

Ma perché dare importanza ai cicli?

Perché i cicli del tempo ci influenzano.

Investigando, si possono riconoscere schemi di ripetitività e quindi di prevedibilità. Conoscendo in anticipo cosa ci porta un ciclo, possiamo sfruttare al meglio il periodo!

Per esempio i cicli stagionali determinano, alle nostre latitudini, il ciclo di vita delle piante (semina, maturazione, raccolta, …), le abitudini comportamentali degli animali (il letargo, la transumanza, la migrazione degli uccelli o delle balene, …). I cicli stagionali hanno anche un importante impatto sull’uomo, impatto di tipo emozionale, fisico, professionale. MA l’impatto è diverso da persona a persona…

Sempre a titolo esemplificativo ci sono persone che cadono in depressione a novembre, che hanno una grande spinta nella propria attività soprattutto in maggio e giugno, chi soffre di allergie in primavera, chi si rasserena a settembre.